Gran Sasso

A spasso sul Gran Sasso

11 agosto 2017, si va sul Gran Sasso con Paolo Francesco e Giuseppe.....l'intenzioni erano diverse ma il forte vento ci ha scombussolato i piani; saliamo verso il Sassone e poi direzione Bafile....stanno lavorando ancora sulla ferrata pertanto la percorriamo per un breve tratto e poi dietrofront...tornati al Sassone scendiamo ancora e poi si decide di visitare la piramide posta sopra al rifugio Garibaldi in memoria di un cofondatore del Cai di Roma. Attraversiamo campo pericoli passando per vecchi ricoveri pastorali e poi percorriamo un vecchio ripido sentiero che sbuca proprio al Duca degli Abruzzi. Bellissima giornata in compagnia di amici montanari.

Cima Wojtyla

27 marzo 2017 l'immenso Paolo ci propone, a me e Giuseppe, di salire su Cima Giovanni Paolo II però da sud passando per lo stazzo papale (così da lui ribattezzato). Io e Giuseppe accettiamo senza battere ciglio perchè da quel versante non siamo mai saliti e poi l'idea di visitare un vecchio stazzo pastorale situato a circa 1900 metri ci stuzzicava non poco, ma poi ogni escursione con Paolo è un'arricchimento sotto innumerevoli punti di vista. Lasciamo l'auto sulla provinciale del Vasto, subito dopo la sbarra che non la rende fruibile (vergogna assoluta) e saliamo su un sentiero dapprima segnato (sempre da Paolo e dai suoi amici Corridori del Cielo) poi seguendo le sue indicazioni sempre precise e con una logica perfetta. Il 1° stazzo di giornata ( una delle innumerevoli cavità naturali presenti su questo versante, indossiamo la giacca pesante perchè il vento inizia a sentirsi, e subito dopo attraversiamo un canale ricoperto di neve dove una slavina è caduta tempo addietro e saliamo in direzione del famoso stazzo papale. A quota 1850 circa incontriamo un'altro stazzo (diruto) e subito dopo, a quota 1900 circa, lo stazzo papale appunto. Una bellezza unica con all'interno una montagna di neve, il solo pensiero che moltissimi anni fa qualcuno possa aver costruito qualcosa del genere a questa quota ci fa riflettere e non poco. Ripartiamo di buona lena (si fa per dire qui le pendenze non scherzano) per affrontare un canalino su misto che superiamo agevolmente; dopo del quale un'altro crinale su erba e neve (10/15 cm freschissima) e poi una grossa lingua di neve con delicati traversi fino alla vetta. Panorama da bocca aperta, la fatica è tanta (alla fine sarà quasi di 1400 il dislivello), beviamo un pò di the caldo foto di rito e iniziamo la non facile discesa. Paolo ci fa deviare più verso destra per evitare diversi salti fino ad intercettare un canale (nel frattempo la neve sfonda parecchio) che ci farà perdere quota più facilmente. lasciamo il canale (sfonda troppo) e riprendiamo il sentiero senza neve della salita fino all'auto. Escursione superba da incorniciare (fra le 5 migliori che ho fatto) su tutti i punti di vista; con Paolo ogni escursione non è mai banale, ogni suo movimento è ponderato, ogni decisione sul percorso studiata con tanto di spiegazione a noi, insomma uomini come Paolo ce ne vorrebbero a bizzeffe.

Corno Grande per la via direttissima

14 luglio 2017, in alternativa al centenario saltato causa possibili acquazzoni pomeridiani, decidiamo di salire sull'occidentale del corno grande tramite la direttissima, discesa per le creste. Alternativa niente male..... Con Mauro ed Andrea

Grotta del capraro e Vetta di monte corvo

23 giugno 2017 la grotta del capraro, finalmente dopo averla assaporata con Paolo (a proposito eravamo proprio arrivati vicino) oggi ci sono riuscito. Siamo io Emilio e Vincenzo, lasciata l'auto al Fioretti partiamp per il classico sentiero del Corvo...inutile dire che il posto è tra i più belli del Gran Sasso. Arrivati allo Stazzo Le Solagne lasciamo il sentiero e ci dirigiamo verso la grotta, un'impettata di 1000m che se non viene presa con il giusto ritmo ti fa "male". Emilio decide di fare un giro diverso rimanendo nei pressi dello Stazzo mentre io e Vincenzo siamo decisi ad arrivare alla grotta. Arrivati quasi nei pressi della stessa c'è il punto chiave dove bisogna mettere le mani su roccia (passaggio delicato) che superiamo senza troppe difficoltà (questo passaggio si potrebbe evitare portandosi un po sulla destra dove c'è un facile canale). Arrivati alla grotta si rimane senza fiato per la bellezza del posto, veramente eccezionale. Foto a go go e ripartiamo alla volta della vetta del Corvo rimanendo in quota portandoci verso est fino ad intercettare un canale tramite il quale raggiungeremo la cresta e poi la vetta. La discesa per la sella del Corvo e poi il sentiero classico fino al Fioretti. Escursione appagante e faticosa, la fatica viene ripagata da panorami unici...il chiarino ed il Corvo sono il massimo per me. Grazie a Vincenzo ed Emilio. Escursione NON adatta a tutti.

Il Monte Corvo Salendo da Prato selva

Giro ad anello con partenza dalla località di Prato Selva fino a raggiungere la vetta del monte Corvo a quotab 2623 m s.l.m.

La traversata delle 3 vette del gran sasso

4 luglio 2017...il Top; la traversata delle 3 vette con Paolo e Giuseppe. Da campo imperatore sella del brecciaio passo del cannone, poi la "normale" all'orientale e scesi alla forchetta Sivitilli...abbiamo raggiunto la vetta centrale e scesi dalla forchetta Gualerzi, percorso la via coppitana....forchetta del calderone e finalmente l'occidentale; la discesa per la direttissima. Non è facile descrivere l'emozioni ed i panorami di questa via, superbi ed adrenalinici con passaggi di 4° grado esposto. Una via per esperti NON adatta a tutti. Il top dell'alpinismo.

La via dei Pennesi e non solo

8 giugno 2017, quando esco con Alessandro non sono mai escursioni banali...e anche oggi è stato così; quando salimmo sulla Cima Bifida di Monte Faeto ci ripromettemmo che un giorno saremmo saliti sulla forchetta di Santa Colomba dal canale sud ovest ed oggi lo abbiamo "visitato". L'auto parcheggiata nei pressi dei ruderi di S.Egidio e via attraverso la piana. Arrivati ad un casotto adibito credo a raccolta delle acque lasciamo la Via Cai Penne e saliamo attraverso un canale parallelo a quello di Santa Colomba e, dopo aver effettuato circa 150m di dislivello lo lasciamo per entrare in quello vero e proprio che esce proprio sulla forchetta...la neve ancora è molta ed abbastanza consistente tanto che i ramponi fanno il proprio dovere tranquillamente. Un canale corto ma molto bello...poi l'affaccio dalla forchetta è senza fiato con la parete nord dell'Infornace e del Prena..Piccolo ristoro e ripartiamo in direzione ovest sul sentiero del centenario con l'intento di salire sulle Torri ma, proprio nei pressi di quest'ultime, ci facciamo "distrarre" da un sentiero con segni Cai che ci fa perdere di quota (poi sapremo che è un vecchio sentiero per aggirare le Torri), continuando su questo sentiero intercettiamo la via Cai Penne, lasciata all'inizio, proprio sotto la paretina un pò esposta...che fare? Si sale assolutamente per questa parte terminale della via molto interessante che esce proprio all'inizio della via Gianni Familiari. Arrivati in cresta oramai non aveva senso salire sulle Torri pertanto continuiamo su sentiero fino al Vado di Piaverano e scendiamo a Campo Imperatore per il sentiero Cai molto comodo. Escursione in un ambiente mistico e mooolto variegato,,NON adatto assolutamente a tutti. Abbiamo trovato molte lingue di neve (metti i ramponi/togli i ramponi). Grazie Alessandro perchè condividi con me queste escursioni ricercate e volute

Monte Infornace per la via Cieri e Monte Prena

21 luglio 2017, insieme a mio cugino Walter saliamo sul Monte Infornace per la via intitolata al Maggiore Cieri e poi sul Prena, la discesa per il vado di Ferruccio. La via Cieri non è mai banale con passaggi nei quali bisogna fare un minimo di attenzione; arrivati sull'Infornace percorriamo un tratto del centenario fino al Prena (2 corde fisse). La discesa dalla vetta del Prena ai piani d'Abruna nel primo tratto è peggiorata tantissimo dall'ultima volta che ci sono stato. Tantissimi complimenti a Walter, per la prima volta che assaggiava la roccia e la corda....è andato alla grande...d'altronde buon sangue......;).....

Torrione Cambi Vetta Centrale ed Orientale da Campo Imperatore

14 agosto 2017 un'altra giornata memorabile sul Gran Sasso con Paolo​ Giuseppe​ e Francesco​....questa volta si decide di affrontare il percorso da ovest ad est. Da campo imperatore saliamo verso la direttissima e poi in direzione del Bafile dove "assaggiamo" la nuova via attrezzata; arrivati dopo la comba saliamo verso la forchetta del calderone tramite il canale segnato. Scendiamo sulla Coppitana e poi la via Gualerzi fino all'omonima forchetta; qui Paolo dedice che Giuseppe farà il 1° sul Torrione...grande responsabilità e soddisfazione. Giuseppe sale sul Torrione e fa sicura per gli altri...qui la soddisfazione è immensa, una vetta storica del G.Sasso è conquistata e non vi nascondo che l'emozione trasuda nei nostri volti. Scendiamo dal Torrione e ci dirigiamo verso la centrale, altra vetta di prim'ordine; da qui si scende in massima sicurezza sulla forchetta Sivitilli e poi verso l'orientale...qui altra "perla" di Paolo...sarà Francesco a salirci per primo..oggi è il suo giorno. L'orientale offre sempre un panorama mozzafiato....scendiamo per la normale e poi passo del cannone conca degli invalidi fino a campo imperatore. Grazie a tutti...a Paolo per la sapienza e la pazienza....a Giuseppe per esserci stato (lui sa perchè) ed infine a Francesco per averci creduto..

Vetta Orientale Corno Grande 2903 m

Dalla Madonnina di Prati di Tivo si sale fino al Rifugio Franchetti per poi prendere la via ferratta Ricci fino ad arrivare sulla vetta orientale del Corno Piccolo.

Vetta Orientale Corno Grande 2903 m, salendo per la Via Ferrata Ricci

Partendo dall'Osservatorio Astronomico di Campo Imperatore, si percorre la via normale per giungere sulla vetta occidentale del Corno Grande. Prima della salita finale un bivio vi condurrà verso la Sella dei Due Corni e il Rifugio Franchetti, versante teramano del Gran Sasso. Arrivati al Franchetti, sulla destra, poco più avanti, si giunge all'inizio della Via Ferrata Ricci. Bella e molto suggestiva. Risalita tutta la ferrata, seguendo il sentiero si giungerà sulla vetta orientale del Corno Grande a quota 2903 m s.l.m. Per scendere bisognerà tornare un po' in dietro fino al bivio della Via Normale che scende su quello che rimane del Ghiacciaio del Calderone. Lasciato il Calderone più avanti ritroverete il sentiero dell'andata che vi ricondurrà all'osservatorio di Campo Imperatore e quindi alla macchina.

Via Normale vetta occidentale Corno Grande 2912 m

Itinerario andata e ritorno per la vetta più alta dell'appennino italiano, il Corno Grande. Partenza dal parcheggio dell'Albergo di Campo Imperatore è un itinerario accessibile per i circa i 4/5 del percorso, il percorso diventa più ostico solo nella parte finale della salita alla vetta. (la traccia GPS include solo il percorso di andata visto che il ritorno è identico)

Stazioni invernali

  • La stazione invernale di Scanno Monte Rotondo

Itinerari Invernali

  • Monte Le Mucchia 1986 m

    Itinerario sul Massiccio del Morrone nel Parco della Majella. Consigliato per backcountry.

Snowpark Abruzzo

  • Pesco Snowpark - Pescocostanzo

Itinerari trekking